Nguyen-Lee “Sayuky” Trio

07/04/2010 ore 21.30

Biglietti: sala € 15,00 + d.p.; galleria € 12,00 + d.p.

Info e prevendite Circuito Boxoffice: tel. 091 6260177 | 091 335566

 

Nguyen-Lee - chitarra, laptop

Mieko Miyaki – koto, vocal

Prabhu Edouard – tablas, vocal

 

Saiyuki è la parola giapponese per «Viaggio verso l'Ovest», il celebre racconto cinese scritto nel XVI secolo da Wu Cheng'en. Questo testo racconta la spedizione in India, durante l'VIII secolo del monaco Xuanzang, alla ricerca di testi buddishti sacri. Il suo accompagnatore principale, in questa epica narrazione, è Sun Wu Kong, "Il Re Scimmia", un personaggio molto malizioso, ossessionato dal segreto dell'immortalità, che possiede dei poteri magici: può volare sulle nuvole o tramutarsi in un mostro favoloso. Il Re Scimmia cinese ha anche un fratello indiano: Hanouman, uno delle più popolari divinità indù. In Cina e Giappone, «Viaggio verso l'Ovest» è sempre stata un'ispirazione per numerosi adattamenti: dipinti, opere, addirittura pop come quella di Damon Albarn, Manga, serie TV, video giochi e molto altro ancora. Io ho voluto usare questa metafora come l'immagine dei viaggi, reali o immaginari, che portano i musicisti di questa band a creare la propria musica. Come la ricerca di un segreto che ha oltrepassato le avventure più incredibili pur mantenendo il suo tesoro più prezioso: la nostra identità. Dal Vietnam all'India, passando per il Giappone, noi intrecceremo i fili di seta che disegnano un Asia senza confini, come se ognuno di noi fosse un punto cardinale, come quello che l'Ovest rappresenta per il racconto. Il Centro è plurale, il dialogo è cominciato, le connessioni si aprono: venite a farne parte. Ogni musicista "Saiyuki" è benedetto da una doppia cultura, che viene dal mix tra tradizione e modernità. Ognuno di loro è un virtuoso di uno specifico strumento, Prabhu e Mieko possono essere genuinamente tradizionali: uno ha suonato il dio vivente del flauto indù Hariprasad Chaurasia, mentre l'altra sarebbe potuta diventare un classico nel XVIII secolo. Ma entrambi sono anche musicisti etnici, conoscitori di stili e tecniche moderne, molto interessati ai nuovi incontri e aperti alle potenzialità che il mondo può offrire. Il mio linguaggio è il jazz, ma ho scelto di aprirmi e di nutrirmi con altre culture che mi affascinano e che mi ricordano le mie origini. Come musicista jazz mi diverto molto a improvvisare con loro così come con altri grandi musicisti di jazz. La sfida è sempre lì, così come lo è la libertà e l'ispirazione. L'improvvisazione, come comprensione istantanea e processo di creativo, ci porterà oltre i limiti del nostro incontro di culture. Saiyuki è il nostro luogo di sperimentazione, dove le identità hanno tanto da condividere e altrettanto da imparare dallo scambio. Nelle profondità della terra, le radici. Su nel cielo, le foglie degli alberi...

 

Ulteriori approfondimenti su: www.nguyen-le.com